S.O.S. – Sostegno Orfani Speciali
Il progetto S.O.S. – Sostegno Orfani Speciali è uno dei quattro progetti selezionati a livello nazionale e finanziati nell'ambito del bando "A braccia aperte" da Con i Bambini, promosso nel quadro del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, per sostenere azioni di supporto, formazione e inclusione socio-lavorativa a favore delle orfane e degli orfani di vittime di crimini domestici e femminicidio. Capofila del progetto è Centri Antiviolenza E.M.M.A. ETS, alla guida di un partenariato ramificato su tre regioni: Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta.
Quando un progetto lavora così a stretto contatto con minori che hanno già attraversato una violenza, la tutela non può essere lasciata alla sensibilità del singolo operatore. Va scritta, condivisa, resa vincolante per chiunque, a qualunque titolo, entri in relazione con loro.
La rete di S.O.S. porta con sé una competenza già solida su violenza di genere e protezione, maturata sul campo dai centri antiviolenza e dagli enti che da anni lavorano al fianco di orfane, orfani, famiglie affidatarie e adottive. Il contributo di Save the Children si è innestato su questo bagaglio, mettendo a disposizione lo sguardo specifico del Child Safeguarding: un insieme di strumenti e accorgimenti che integrano, senza sostituirla, la competenza sulla violenza di genere già presente nel partenariato, per garantire che anche l'organizzazione stessa del progetto, nei suoi processi interni, sia strutturata in modo da tutelare chi vi partecipa. Perché anche il luogo pensato per proteggere può, involontariamente, riprodurre dinamiche di potere ed è proprio su questo piano progettuale che si è concentrato il lavoro condiviso.
Sviluppato tra il 2024 e il 2025, il risultato è una policy di Child Safeguarding, un Codice di Condotta e una procedura di segnalazione che oggi accompagnano il lavoro quotidiano dell'équipe multidisciplinare del progetto S.O.S. su tutti e tre i territori coinvolti, offrendo a operatori, operatrici e partner del progetto un riferimento comune su cosa fare e come farlo ogni volta che la tutela di una persona di minore età è in gioco.
La metodologia ha previsto un lavoro di formazione, sensibilizzazione e costruzione partecipata con la Cabina di Regia: un gruppo composto da una o due persone rappresentanti degli Enti coinvolti dal progetto. Insieme, dopo una prima fase di analisi dei dispositivi già in essere da parte di Save the Children, hanno partecipato alle formazioni specifiche sul Child Safeguarding, alle sessioni di analisi dei rischi, ai workshop di produzione di misure di mitigazione e della procedura di segnalazione, per ottenere un Sistema di Tutela ideato da chi opera attivamente sul campo.
In una seconda fase del progetto, quattro realtà della rete S.O.S. hanno deciso di intraprendere un percorso per sviluppare una propria policy organizzativa. Partendo dall’esperienza di costruzione partecipata, ciascuna di esse ha preso parte a workshop di gruppo e sessioni individualizzate finalizzate alla produzione di strumenti del Sistema di Tutela.
La Child Safeguarding Policy del progetto S.O.S. è, in questo senso, la condizione minima perché il sostegno promesso alle persone di minore età in ogni fase resti un luogo sicuro.